Indennità di accompagnamento, “abusi” e spending review

19 marzo 2014 [Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2014 10:15]

In questi giorni è stata diffusa la bozza delle Proposte per una revisione della spesa pubblica redatte dal Commissario Straordinario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli.
Fra gli interventi previsti vi sono anche due ipotesi di azione sulle provvidenze assistenziali a favore degli invalidi, ciechi e sordi civili.
Gli interventi derivano dalla constatazione di “picchi territoriali” nella concessione delle provvidenze assistenziali, in particolare rivolte agli anziani invalidi, non giustificabili dai flussi demografici, e quindi potenzialmente imputabili ad “abusi” (così definiti dal testo diffuso). In alcune Regioni il numero delle provvidenze economiche agli invalidi civili risulterebbe, infatti, percentualmente molto superiore a quello delle stesse concesse in altre Regioni.
Il Commissario straordinario ipotizza, quindi, due ordini di interventi. Il primo di controllo sugli “abusi”, il secondo di introduzione della prova dei mezzi (limite reddituale sulle indennità di accompagnamento).
L’interesse si concentra sulle indennità di accompagnamento, che sono concesse in numero percentualmente preponderante agli ultra65enni (al 1 gennaio 2012, secondo i dati ISTAT, le indennità di accompagnamento erogate agli ultra65enni rappresentavano il 73% del totale).
Che persistano “abusi” e apparentemente incomprensibili “picchi territoriali” risulta di fatto inspiegabile dopo l’attribuzione (dal 2010) all’INPS – che agisce secondo criteri omogenei – della funzione di validazione dei verbali di invalidità. Inoltre, fra il 2009 e il 2014 ripetuti piani straordinari di verifica hanno sottoposto a controllo oltre un milione di posizioni assistenziali.

Verifichiamo quindi le analisi proposte dal Commissario straordinario.
Per visualizzare la distribuzione territoriale delle prestazioni di indennità di accompagnamento e dimostrarne lo squilibrio interregionale, il documento del Commissario Cottarelli presenta un grafico (riportato qui di seguito) che illustra la distribuzione per Regione delle prestazioni in pagamento al 31 dicembre 2012 ogni 100 abitanti di 65 e più anni di età.
Il valore di riferimento assunto è quello del Piemonte, che registra il più basso numero di prestazioni di indennità di accompagnamento erogate ogni 100 anziani residenti sul territorio regionale. Ne risulta una linea fortemente spezzata, in cui la Calabria e l’Umbria, ad esempio, si scostano fortemente da Piemonte e Veneto.

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Fonte: Tratta da “Proposte per una revisione della spesa pubblica”

Tale andamento dimostra sicuramente una differente distribuzione territoriale delle prestazioni di indennità di accompagnamento, ma nulla ci dice rispetto alle motivazioni che potrebbero stare alla base degli squilibri evidenziati.

Ma vediamo se è possibile formulare ipotesi diverse dal quelle del Commissario straordinario.

Nel grafico seguente abbiamo considerato la spesa per interventi e servizi sociali dei Comuni singoli e associati rivolta all’area Anziani calcolata ogni 100 abitanti ultra65enni. In questo caso l’ultimo dato ISTAT disponibile è quello del 2010 e il valore di riferimento è dato dalla Calabria, che registra la più bassa spesa sociale per Anziani in rapporto alla popolazione regionale della stessa fascia di età.
Osservando il grafico, possiamo constatare come esso risulti speculare rispetto al precedente, ossia che il numero delle indennità di accompagnamento è minore laddove la spesa per servizi e interventi sociali rivolti agli anziani risulta più alta e viceversa.
In Calabria, dove il numero delle indennità di accompagnamento è percentualmente più elevato, la spesa procapite di riferimento è di circa 30 euro.

SpesaSociale
Fonte: Elaborazione Condicio.it su dati ISTAT (dati.istat.it)

Proseguendo in questa direzione, abbiamo ricalcolato gli andamenti regionali concentrandoci in modo più mirato sulla spesa per prestazioni rivolte alla popolazione di 65 anni e più. Abbiamo quindi confrontato la spesa per trattamenti assistenziali agli invalidi civili ultra65enni con la spesa per interventi e servizi sociali dell’area Anziani, calcolate entrambe ogni 100 abitanti di 65 anni e più .
Nel grafico successivo possiamo osservare come, ad eccezione della Sardegna, le Regioni con la più alta spesa sociale rivolta agli anziani siano anche quelle con la minore spesa per trattamenti assistenziali agli invalidi civili ultra65enni.

ConfrontoAnziani
Fonte: Elaborazione Condicio.it su dati ISTAT (dati.istat.it)

Conclusioni

L’elaborazione che abbiamo proposto lascia intuire che la teoria dei presunti “abusi” è piuttosto semplicistica. Il fenomeno merita ben altri approfondimenti di sistema.

Dalla nostra analisi emerge un dato con tutta chiarezza, con l’eccezione della Sardegna (tutta da indagare), le Regioni in cui sono richieste più indennità di accompagnamento da parte degli ultra65enni sono anche quelle che meno spendono in servizi sociali per la stessa fascia di età.

A ben vedere questo coincide con le consolidate segnalazioni al nostro osservatorio negli ultimi anni: sono gli stessi Comuni, specie se privi di altre riposte, a consigliare la richiesta dell’indennità di accompagnamento ai loro cittadini e a innescare i relativi iter di accertamento.

Ma la teoria degli “abusi” manca anche di analisi di natura epidemiologica, e cioè relative alla presenza maggiore o minore di patologie degenerative nelle diverse Regioni e dei relativi interventi di natura sanitaria e riabilitativa di contenimento delle cronicizzazioni.

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