Tempo libero

24 giugno 2013 [Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2017 11:18]

Grado di soddisfazione

Complessivamente, le persone con disabilità di 14 anni e più che si dichiarano poco o per nulla soddisfatte rispetto alla fruizione del proprio tempo libero sono il 42,3%, contro il 30,4% delle persone senza disabilità. Tali percentuali risultano in contrazione rispetto a quelle rilevate nella precedente annualità, quando le persone con disabilità poco o per nulla soddisfatte risultavano il 43,3%, tuttavia la riduzione evidenziata (-1%) risulta più contenuta rispetto a quella registrata per le persone senza disabilità (-2%).
Le donne rispetto agli uomini si dichiarano più insoddisfatte della fruizione del proprio tempo libero, e in misura ancora maggiore se si tratta di donne con disabilità: 45,1% contro il 38,8% degli uomini con disabilità (rispettivamente 32,2% e 28,6% tra le persone senza disabilità).

(Fonti: ISTAT, “Aspetti della vita quotidiana. Anno 2014”, DisabiltàinCifre.it)

Consumi culturali

Secondo l’ISTAT, nel corso di un anno il 10,2% delle persone con disabilità sopra i 14 anni è andato al cinema, a teatro o a vedere qualche spettacolo, rispetto al 19,4% delle persone senza disabilità. La percentuale più bassa di fruizione di eventi culturali e del tempo libero si registra tra le donne con disabilità: l’8,5% contro il 12,6% degli uomini con disabilità e il 17,2% delle donne senza disabilità (risulta invece pari al 21,6% tra gli uomini senza disabilità).

(Fonti: ISTAT, “Aspetti della vita quotidiana. Anno 2014”, DisabiltàinCifre.it)

Dalla Relazione annuale dell’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, emerge che nel 2016 il 79% della programmazione televisiva relativa alle tre reti pubbliche è stato sottotitolato (pari ad oltre 14.303 ore sulle circa 18.203 di programmazione complessiva). Una quota in aumento rispetto al 2005 di due punti percentuali. Tuttavia, se osserviamo l’ammontare delle ore di programmazione sottotitolata che risultano anche audiodescritte, queste, seppure in crescita rispetto alla precedente annualità, si attestano ad appena il 5% delle ore totali di programmazione (erano il 3% nel 2015).

(Fonti: AGCOM, “Relazione annuale 2017 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro”, luglio 2017)

Ostacoli alla fruizione del tempo libero

La vita di relazione e la fruizione del tempo libero delle persone con limitazioni funzionali gravi e lievi, invalidità permanenti e malattie croniche gravi sono soggette a restrizioni motivate da problemi di salute, rispettivamente per il 17,0% e per il 22,1%. Valori che raggiungono il 47,6% e il 60,8% per le persone con limitazioni funzionali gravi.

In particolare, la quota di chi riferisce difficoltà relazionali è circa il doppio fra quanti hanno uno scarso supporto sociale rispetto a chi è invece sostenuto adeguatamente da parte di altre persone.

Più contenuto è invece il peso delle condizioni di salute sull’utilizzo di internet, indicato nell’11,1% dei casi (il 36,3% per chi ha limitazioni funzionali gravi). La principale causa di impedimento viene infatti individuata nella difficoltà stessa di utilizzare internet o il pc, motivazione indicata dal 47,1% delle persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi, a fronte del 18,3% di chi non ha limitazioni funzionali, invalidità o malattie croniche gravi.

Complessivamente sono le donne a far registrare le quote più alte di restrizione alla partecipazione in tutti e tre gli indicatori considerati.

(Fonti: ISTAT, “Inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi. Anno 2013”, luglio 2015)

Diritto al gioco

Non esiste in Italia un censimento dei pachi giochi inclusivi. Tuttavia, attraverso un’indagine basata sulla ricerca di notizie online e sulle segnalazioni di cittadini, il blog parchi per tutti ha mappato oltre 450 parchi o giardini dove sono presenti uno, due o diversi giochi accessibili e fruibili anche da parte di bambini con disabilità.
Solamente 44 di essi sono però veri e proprio parchi inclusivi, ossia parchi accessibili a tutti, in cui bambini con e senza disabilità possono giocare insieme. Negli altri casi si tratta di pochi giochi installati in contesti non accessibili (ad esempio su terreni poco adatti al transito delle carrozzine), per la maggioranza altalene per carrozzine: 283 su tutto il territorio italiano, e quindi giochi non fruibili da parte di bambini con altre tipologie di disabilità.

(Parchi per tutti, “Giochi e parchi inclusivi in Italia”, aggiornamento luglio 2017)

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