Fondo diritto al lavoro

27 marzo 2015 [Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2016 10:05]

In questo Focus troverete una ricostruzione delle disposizioni normative relative all’istituzione e alle dotazioni economiche del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, nonché un quadro dei decreti di attribuzione delle risorse annualmente disponibili. Queste sono state ripartite, fino al 2015, tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano. A partire dal 2016, per effetto del D.lgs. 151/2015, vengono invece attribuite all’INPS e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, secondo le modalità di seguito illustrate.

La Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n.190) all’articolo 1, comma 160, incrementa il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.
Il Fondo è successivamente oggetto del relativo decreto di riparto.

Indice

Istituzione e caratteristiche del Fondo
I decreti di riparto
Tabella riassuntiva dotazioni Fondo 1999-2015
Tabella riassuntiva dotazioni Fondo 2016 e seguenti

Istituzione e caratteristiche del Fondo

Il «Fondo per il diritto al lavoro dei disabili» è stato istituito dall’articolo 13, comma 4 della Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), pubblicata nella Gazz. Uff. 23 marzo 1999, n. 68, S.O. n. 57.

Nella sua formulazione originaria, il Fondo è stato costituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale con un’assegnazione di 40 miliardi di lire per l’anno 1999 e 60 miliardi di lire a decorrere dall’anno 2000.
Esso aveva la finalità di finanziare le misure di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro privati (anche non soggetti all’obbligo di assunzione) e gli oneri derivanti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro per i tirocinanti con disabilità, nonché il rimborso forfettario parziale delle spese sostenute per l’adattamento del posto di lavoro (compreso l’apprestamento di tecnologie per il telelavoro).
La fiscalizzazione degli oneri previdenziali e assistenziali poteva essere totale (per la durata massima di otto anni) o parziale (per la durata massima di 5 anni) a seconda del grado di riduzione della capacità lavorativa, della categoria delle minorazioni ascritte o della tipologia di disabilità. Il Fondo era stato quindi pensato come strumento per favorire gli inserimenti lavorativi delle persone con disabilità in particolari condizioni di gravità.

Successivamente, l’art. 13 della Legge 68/99 è stato modificato dall’articolo 1, comma 37 della Legge 29 dicembre 2007, n. 247 (Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale), pubblicata nella Gazz. Uff. 29 dicembre 2007, n. 301.
Tale modifica ha sostituito le agevolazioni fino a quel momento concesse introducendo, in favore dei datori di lavoro, un contributo per ogni lavoratore con disabilità assunto a tempo indeterminato sempre attraverso lo strumento delle convenzioni (disciplinate dall’articolo 11 della Legge 68/99), mentre ha confermato il rimborso parziale delle spese sostenute per l’adattamento del posto di lavoro.
Il contributo per l’assunzione a tempo indeterminato (previsto anche per i datori di lavoro non soggetti agli obblighi di assunzione) veniva fissato in due misure, valide fino a tutto il 2015:

  • non superiore al 60% del costo salariale per ogni lavoratore che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra ovvero con handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalle percentuali di invalidità;
  • non superiore al 25% del costo salariale per ogni lavoratore che abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79% o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle suddette tabelle.

La condizione per la concessione ai datori di lavoro dei contributo, nei limiti delle disponibilità del Fondo, è che l’assunzione sia avvenuta con contratto di lavoro a tempo indeterminato e che il rapporto di lavoro sia ancora in essere. Ciò nel rispetto delle finalità del Regolamento comunitario n. 2204/2002 che raccomanda agli Stati membri di ricorrere agli aiuti di Stato come strumento che consenta non solo l’assunzione dei lavoratori con disabilità, ma anche la loro permanenza nel mercato del lavoro.

A decorrere dal 2016 le caratteristiche di destinazione del Fondo (art. 13 della Legge 68/99) sono state riviste dagli articoli 10 e 11 del Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 (Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), pubblicato nella Gazz. Uff. 23 settembre 2015, Suppl. Ordinario n. 53.
Secondo le modifiche apportate, ai datori di lavoro viene concesso, su domanda, un incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato, per un periodo di trentasei mesi, secondo due modalità:

  • nella misura del 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore disabile che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra;
  • nella misura del 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore disabile che abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79% o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle suddette tabelle.

Inoltre l’incentivo viene concesso nella misura del 70% per ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, per un periodo di 60 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi e per tutta la durata del contratto.

L’incentivo al datore di lavoro è riconosciuto dall’INPS in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande cui abbia fatto seguito l’effettiva stipula del contratto di lavoro che dà titolo all’incentivo stesso, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Ed è corrisposto mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili.
Il rimborso parziale delle spese sostenute per l’adattamento del posto di lavoro, al contrario, non viene più fatto valere sul Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, ma sui singoli Fondi regionali per l’occupazione dei disabili.
Inoltre, con le risorse del Fondo nazionale, nei limiti del 5% delle somme disponibili, possono essere finanziate sperimentazioni di inclusione lavorativa delle persone con disabilità da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Le risorse sono attribuite per il tramite delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano sulla base di Linee guida adottate dal Ministero.

I decreti di riparto

Fino al 2015 i criteri e le modalità per la ripartizione alle Regioni e alle Province Autonome delle risorse del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili sono quelli stabiliti dal DM 27 ottobre 2011. Le risorse vengono ripartite annualmente fra le Regioni e le Province Autonome con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Con il D.lgs 151/2015 si stabilisce che, annualmente, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, viene definito l’ammontare delle risorse del Fondo che, a decorrere dal 2016, vengono trasferite all’INPS per la corresponsione degli incentivi ai datori di lavoro. Lo stesso decreto stabilisce anche l’ammontare delle risorse attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per le sperimentazioni.

Tabella riassuntiva dotazioni Fondo 1999-2015

Anno Dotazione* Decreto di riparto
1999 51.645.690,00 Decreto 26 settembre 2000 “Ripartizione tra le regioni delle risorse finanziarie del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, istituito dall’art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68”
G.U. 18 ottobre 2000, n. 244
2000 30.987.414,00 Decreto 26 settembre 2000 “Ripartizione tra le regioni delle risorse finanziarie del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, istituito dall’art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68”
G.U. 18 ottobre 2000, n. 244
2001 30.987.414,00 Decreto 12 luglio 2001 “Ripartizione del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
G.U. 11 settembre 2001, n. 211
2002 30.987.414,00 Decreto 15 luglio 2002 “Ripartizione tra le regioni delle risorse finanziarie del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, istituito dall’art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68”
G.U. 20 settembre 2002, n. 221
2003 30.987.414,00 Decreto 21 luglio 2003 “Ripartizione del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
G.U. 15 settembre 2003, n. 214
2004 30.987.414,00 Decreto 12 luglio 2004 “Ripartizione del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, ai sensi dell’art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68”
G.U. 27 settembre 2004, n. 227
2005 30.987.414,00 Decreto 8 luglio 2005 “Ripartizione tra le regioni e le province autonome del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, ai sensi dell’articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, recante: «Norme per il diritto al lavoro dei disabili»”
G.U. 4 ottobre 2005, n. 231
2006 30.987.414,00 Decreto 26 giugno 2006 “Ripartizione del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
G.U. 3 ottobre 2006, n. 230
2007 37.000.000,00 Decreto 19 luglio 2007 “Ripartizione del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
G.U. 28 settembre 2007, n. 226
2008 42.000.000,00 Decreto 21 novembre 2008
G.U. 23 dicembre 2008, n. 299
2009 42.000.000,00 Decreto 6 agosto 2010 “Ripartizione delle risorse finanziarie del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
G.U. 21 ottobre 2010, n. 247
2010 42.000.000,00 Decreto 6 agosto 2010 “Ripartizione delle risorse finanziarie del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
G.U. 21 ottobre 2010, n. 247
2011 2.172.834,20 Decreto 28 novembre 2011 “Ripartizione delle risorse finanziarie del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili”
2012 2.429.702,00 Decreto 18 luglio 2012, n. 173
2013 12.590.387,00 Decreto 6 dicembre 2013, n. 530
2014 21.845.924,00 Decreto 12 maggio 2014, n. 155
2015 21.910.107,00 Decreto 27 maggio 2015, n. 23

* A partire dall’anno 2011 le risorse afferenti al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili sono state sensibilmente ridotte ai sensi delle diposizioni che hanno previsto la contrazione delle risorse statali a qualunque titolo spettanti alle regioni a statuto ordinario (Riferimenti normativi: articolo 14, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, secondo i criteri stabiliti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, nella seduta del 18 novembre 2010 e recepiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 gennaio 2011).
Inoltre, sempre a partire dall’anno 2011 le risorse eventualmente spettanti alle Province Autonome di Trento e di Bolzano sono rese indisponibili e pertanto non sono state inserite nella presente tabella anche qualora riportate nei relativi decreti di riparto (Riferimenti normativi: comma 109 dell’art. 2 della Legge 23 dicembre 2009, n. 191 e in applicazione della Circolare n. 0128699 del 5 febbraio 2010 del Ministero dell’economia e delle finanze).

Tabella riassuntiva dotazioni Fondo 2016 e seguenti

Anno INPS Ministero del lavoro Decreto di riparto
2016  20.915.742  1.000.000 Decreto 24 febbraio 2016 “Riparto delle risorse del fondo per il diritto al lavoro dei disabili ex art. 13 della legge 12/03/1999, n. 68” (Pubblicato nel sito internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Sezione Pubblicità Legale, in data 30 marzo 2016)

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