Diritto all’istruzione

1 luglio 2013 [Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2018 9:32]

Alunni con disabilità

Nell’anno scolastico 2016/2017 gli alunni con disabilità delle scuole statali e non statali di tutti gli ordini e gradi sono 254.366, pari al 2,9% del numero complessivo degli alunni frequentanti (pari a 8.705.450). Tale dato fa registrare un incremento dell’8,3% rispetto all’anno scolastico 2014/2015 (ultimo dato disponibile di fonte MIUR), a fronte di una diminuzione dell’1,6% del totale degli alunni frequentanti. La quota maggioritaria è presente nella scuola primaria (35,7%) e nella scuola secondaria di primo grado (27,3%).

Gli alunni con disabilità frequentano nella grande maggioranza dei casi (93,4%) le scuole statali, e solo per il 6,6% le scuole non statali; fa eccezione la sola scuola dell’infanzia, dove si registra una presenza più consistente degli alunni con disabilità nelle scuole non statali (27,4%).
Complessivamente gli alunni con disabilità frequentano le scuole statali in misura maggiore rispetto a quanto registrato per gli alunni totali (93,4% vs 88,1%), e la loro incidenza percentuale sul totale degli alunni risulta quindi mediamente più elevata nelle scuole statali (3,1% vs 1,6% per le scuole non statali).

 

Infanzia

Primaria

Sec. I grado

Sec. II grado

Totale

Alunni con disabilità

28.138

90.845

69.470

65.913

254.366

Distribuzione percentuale

11,1%

35,7% 27,3% 25,9%

100,0%

Incidenza sugli alunni totali

1,9%

3,3% 4,0% 2,5%

2,9%

Frequenza delle scuole statali

72,6%

94,7% 96,3% 97,0%

97,2%

Fonte: nostra elaborazione su dati MIUR

Gli alunni con disabilità sono distribuiti differentemente sul territorio italiano: la loro incidenza percentuale sul totale degli alunni oscilla fra il 2,6% del Nord Est e il 3,1% nel Centro. Significative anche le variazioni tra le Regioni: dal 2,2% della Basilicata al 3,6% dell’Abruzzo.

(Fonti: MIUR, “I principali dati relativi agli alunni con disabilità per l’a.s. 2016/2017”, maggio 2018)

L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità

Nonostante la presenza in Italia di una legislazione avanzata in termini di inclusione scolastica, le risorse dedicate alle attività di sostegno e integrazione degli alunni con disabilità nella scuola ordinaria risultano spesso inadeguate.

Nell’anno scolastico 2016/2017 sono quasi 160 mila gli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Nell’ambito di questa quota, si stima che, nel corso degli anni, il 6,7% delle famiglie di alunni con disabilità della scuola primaria e il 4,7% di quelle della scuola secondaria di primo grado abbiano presentato ricorso al Tribunale civile o amministrativo per ottenere un aumento delle ore di sostegno.
Nel Mezzogiorno gli alunni con disabilità risultano più svantaggiati. Per entrambi gli ordini scolastici la quota di famiglie che ha fatto ricorso per le ore di sostegno è più del doppio rispetto a quella del Nord (nella scuola primaria rispettivamente 10,2% e 4,4%; nella scuola secondaria di primo grado rispettivamente 6,9% e 3,2%).

Al fine della realizzazione del progetto individuale è molto importante garantire la continuità del rapporto tra insegnante di sostegno e alunno con disabilità, non solo nel corso dell’anno scolastico ma anche per l’intero ciclo di studi. Ciò, tuttavia, non sempre avviene: gli alunni con disabilità che hanno cambiato insegnante di sostegno nel corso dell’anno scolastico si stima siano il 16,8% nella scuola primaria e il 17,4% nella scuola secondaria di primo grado.
Le percentuali aumentano drasticamente se si analizzano i cambiamenti di insegnante di sostegno rispetto all’anno scolastico precedente: il 41,1% degli alunni con disabilità nella scuola primaria e il 37,2% di quelli nella scuola secondaria di primo grado.

In entrambi gli ordini scolastici, gli insegnanti di sostegno svolgono prevalentemente attività di tipo didattico (per l’80,6% degli alunni con disabilità nella scuola primaria e per l’83,0% nella scuola secondaria di primo grado) anche se per una quota (pari al 15,4% nella primaria e al 12,9% nella secondaria) svolgono prevalentemente attività di mediazione e per circa il 3% (in entrambi gli ordini) prevalentemente attività di tipo assistenziale, che dovrebbero invece essere di pertinenza di altre figure professionali. Il supporto didattico fornito dall’insegnante di sostegno dovrebbe, infatti, essere accompagnato, laddove l’alunno non sia autonomo, dalla presenza dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione o assistente ad personam, una figura professionale finanziata dagli enti locali, che supporti la socializzazione e l’autonomia del singolo.
Nelle scuole primarie, si stima che il 20,3% degli alunni con disabilità non sia autonomo in almeno una delle attività indagate (spostarsi, mangiare, andare al bagno) e che il 7,3% non lo sia in tutte e tre le attività; nelle scuole secondarie di primo grado tali quote sono rispettivamente del 14,8% e del 5,9%. Nel Mezzogiorno si riscontra una maggiore presenza di alunni con limitazioni nell’autonomia rispetto al resto d’Italia mentre la quota più bassa si registra nelle Regioni del Nord.
Mediamente gli alunni con disabilità non autonomi in tutte le attività considerate dispongono di 12,5 ore settimanali di assistenza nelle scuole primarie e di 11,5 ore in quelle secondarie di primo grado. Per gli alunni con maggiori livelli di autonomia le ore medie scendono intorno a 9 in entrambi gli ordini scolastici.

Al Sud gli alunni con disabilità possono contare solo sull’insegnante di sostegno. Con riferimento, infatti, alle ore settimanali di sostegno assegnate in media all’alunno con disabilità, si evidenziano differenze territoriali per entrambi gli ordini scolastici, con un numero di ore maggiore nelle scuole del Mezzogiorno (16,1 ore medie settimanali nella scuola primaria e 12,9 nella scuola secondaria di primo grado, in confronto rispettivamente a 12,7 e 10,6 ore medie settimanali registrate al Nord). Al contrario, gli alunni non autonomi in tutte le attività considerate ricevono nel Mezzogiorno una media di 11,0 ore settimanali di assistenza nelle scuole primarie e di 9,8 nelle scuole secondarie di primo grado, contro rispettivamente le 14,7 e le 13,3 ore medie settimanali del Nord.

In riferimento all’accessibilità, continua a essere elevata la quota di plessi scolastici che presentano barriere architettoniche, con una situazione di maggior svantaggio per le Regioni del Mezzogiorno. È, infatti, quest’ultima la ripartizione geografica che presenta la percentuale più bassa di scuole con servizi igienici a norma (67,8% di scuole primarie e 73,7% di secondarie di primo grado) e con scale a norma (69,0% di scuole primarie; mentre per le scuole secondarie la percentuale più bassa si registra nel Centro con il 76,9%). All’opposto il Nord ha la percentuale più elevata di scuole con scale a norma (78,9% nelle scuole primarie e 83,9% nelle secondarie) e con servizi igienici a norma (79,7% nelle primarie e 83,0% nelle secondarie).
Le scuole risultano poco accessibili su tutto il territorio nazionale se si considera la presenza di segnali visivi, acustici e tattili per favorire la mobilità all’interno della scuola degli alunni con disabilità sensoriali: possiedono mappe a rilievo e/o percorsi tattili interni solo il 23,7% di scuole primarie e il 25,8% di secondarie di primo grado del Nord, percentuali che scendono nel Mezzogiorno rispettivamente al 13,1% e al 13,8%. Lo stesso accade se si fa riferimento più in generale alla presenza di percorsi interni ed esterni accessibili: sono presenti nel 48,2% di scuole primarie del Nord contro il 38,7% di quelle del Mezzogiorno; la stessa tendenza si registra nelle scuole secondarie di primo grado in cui le percentuali sono rispettivamente del 50,4% e 40,0%.

Nel corso dell’anno scolastico 2016-2017 solo il 13,1% delle scuole primarie e il 14,7% di quelle secondarie di primo grado hanno effettuato dei lavori per migliorare l’accessibilità dell’edificio, mentre circa il 20% delle scuole di entrambi gli ordini non ha effettuato tali lavori pur dichiarando di averne bisogno.

Il tema dell’accessibilità non riguarda però solo la presenza/assenza di barriere architettoniche, ma investe anche gli strumenti di comunicazione e informazione: la tecnologia può svolgere infatti una funzione di “facilitatore” nel processo di inclusione scolastica dell’alunno con disabilità. Tuttavia, una scuola primaria su 3 e 1 scuola secondaria di primo grado su 4 non hanno postazioni informatiche destinate agli studenti con disabilità.
Quando presenti, esse sono situate prevalentemente in laboratori dedicati (56,0% delle scuole primarie e 55,0% delle scuole secondarie di primo grado). Meno frequente la presenza di postazioni informatiche adattate nelle classi degli alunni con disabilità (42,8% nelle primarie e 39,5% nelle secondarie di primo grado), mentre la percentuale di scuole con postazioni informatiche adattate in aule specifiche per il sostegno è del 36,3% nelle scuole primarie e del 49,6% nelle secondarie di primo grado. Complessivamente ben il 33,8% degli alunni con disabilità non può contare su alcun ausilio didattico messo a disposizione dalla scuola.

Il processo d’inclusione scolastica dovrebbe prevedere una completa partecipazione dell’alunno con disabilità a tutte le attività della classe, anche se tale partecipazione potrebbe implicare a volte una maggiore complessità organizzativa.
Dall’indagine emerge che gli alunni con disabilità non trascorrono tutto il loro tempo scolastico all’interno della classe: in media 3,3 ore settimanali per la scuola primaria e 4,0 per quella secondaria di primo grado vengono trascorse al di fuori della classe. E questo dato cresce drasticamente nel caso degli alunni con minori livelli di autonomia (nello spostarsi, nel mangiare e nell’andare in bagno): in media 7 ore settimanali per la scuola primaria e 8,7 per quella secondaria di primo grado.
Nel Nord gli alunni con disabilità trascorrono al di fuori della classe un numero maggiore di ore, in entrambi gli ordini considerati e in riferimento a tutti livelli di autonomia.

Per quanto riguarda infine le uscite didattiche brevi e le gite scolastiche: nel primo caso, che non prevede il pernottamento, non partecipano a questo tipo di attività il 5,1% degli alunni con disabilità nella scuola primaria e il 9,4% nella secondaria di primo grado; nel secondo caso invece la partecipazione risulta meno frequente, in particolare nella scuola secondaria di primo grado (non partecipano il 21,9% degli alunni con disabilità, a fronte del 10,3% registrato nelle scuole primarie), e si evidenzia una minore partecipazione nel Mezzogiorno.

(Fonti: ISTAT, “L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Anno scolastico 2016-2017”, marzo 2018)

Alunni con disabilità di origine straniera

Nell’anno scolastico 2016/2017 gli alunni stranieri con disabilità delle scuole statali e non statali, di tutti gli ordini e gradi, [di cui non vengono forniti i valori assoluti] rappresentano il 12,5% del totale degli alunni con disabilità (questi ultimi sono pari a 254.366), erano il 12,0% nell’a.s. 2014/2015 e il 6,2% nell’a.s. 2007/2008.
Se si considera invece l’incidenza percentuale sul totale degli alunni con cittadinanza non italiana (che sono il 9,4% del totale dei frequentanti), la presenza degli alunni stranieri con disabilità risulta del 3,9% (era del 3,5% nell’a.s. 2014/2015 e del 2,0% nell’a.s. 2007/2008), laddove la percentuale degli alunni italiani con disabilità sul totale degli alunni italiani è pari al 2,8%.

La quota maggioritaria degli alunni stranieri con disabilità è presente nella scuola primaria (43,2%) e nella scuola secondaria di primo grado (27,1%).

Dal punto di vista della distribuzione territoriale, il 71% degli alunni stranieri con disabilità si concentra nelle regioni settentrionali (il 43% nel Nord Ovest e il 28% nel Nord Est).
Le Regioni che contano il maggior numero di alunni stranieri con disabilità sul totale degli alunni con disabilità sono la Lombardia (22,6%), l’Emilia Romagna (22,1%), il Veneto (20,2%) e l’Umbria (19,8%). In queste Regioni circa 1 alunno con disabilità su 5 è di cittadinanza non italiana. Viceversa è nel Sud e nelle Isole che si riscontrano le percentuali più basse di alunni stranieri con disabilità in rapporto al numero complessivo degli alunni con disabilità (dall’1,7% della Campania al 3,6% di Basilicata e Calabria; mentre il 9,6% dell’Abruzzo evidenzia un valore simile a quello registrato nel Lazio).
Per quanto concerne invece la percentuale degli alunni stranieri con disabilità sul totale degli alunni stranieri, i valori più alti si registrano in Lombardia, Marche e Abruzzo (tutte e tre con il 4,8%, a fronte di una media nazionale del 3,9%). I valori più bassi si registrano invece in tutte le altre Regioni del Mezzogiorno.

(Fonti: MIUR, “I principali dati relativi agli alunni con disabilità per l’a.s. 2016/2017”, maggio 2018)

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